1 giugno 2000. Inizia l’EXPO 2000 di Hannover.

L’Euregio si presenta con “L’anima della natura”. L’installazione è perno del padiglione Euregio. A seguito di concorso internazionale, Fabrizio Plessi, Studio Giovanazzi e Sirio Film propongono e vincono il concorso di idee per presentare ad Hannover l’Euregio, progetto comune di collaborazione transfrontaliera tra Tirolo, Alto Adige e Trentino.

La scultura è composta da tre triangoli, a simboleggiare i tre territori che compongono l’Euregio, e da una serie di schermi che ne simulano l’immersione nell’acqua. Proprio l’acqua è l’elemento dominante dell’opera, a rappresentare tre condizioni di questo elemento che caratterizzano i tre territori: i ghiacciai tirolesi, i torrenti altoatesini e i laghi trentini.

Una splendida collaborazione fra Sirio Film, Studio Giovanazzi e Fabrizio Plessi frutto della consapevolezza che le idee nascono all’interno di un contesto, una cultura e che le risposte ai bisogni nascono e si sviluppano al loro interno.
Un processo creativo entusiasmante e un processo comunicativo complesso con il più ampio consenso e la più elevata partecipazione degli enti promotori.

Le idee contano e il metodo per realizzarle risulta essere ancor più importante. Come sempre Sirio Film si orienta verso modalità di progettazione condivise e partecipate. In qualsiasi progetto diventa di primaria importanza, da un lato, condividere con tutti i soggetti i passi che si intendono fare e le modalità di realizzazione e, dall’altra, costituire un gruppo di lavoro che segua più da vicino lo svolgimento del progetto.

Ora l’opera si trova al Brennero, negli spazi un tempo occupati dalla dogana tra Italia e Austria. Il complesso architettonico, sviluppato su un’area di circa 13.000 metri quadri, è stato inaugurato nel 2013 da Autostrada del Brennero SpA. Qui Plessi ha curato l’allestimento disegnando per l’occasione tavoli, sedute, banconi da lavoro, scaffali in acciaio. Nel suo complesso le opere esposte al museo sono ispirate al tema dell’acqua, linea guida del lavoro di Plessi fin dal 1968. Questo elemento è in grado di innescare visioni pittoriche di grande suggestione, come afferma lo stesso Plessi: “Penso che il video formi con l’acqua un binomio perfetto: l’acqua è un elemento cangiante, antico, ancestrale primordiale, il video è un elemento della contemporaneità: entrambi sono fluidi, instabili. Entrambi emanano un bagliore azzurro […]. L’acqua divenuta ora digitale grazie alla magia delle nuove tecnologie, continuerà a scorrere per l’eternità, luminescente e viva, capace di rapirci e stupirci come l’acqua seicentesca delle fontane romane. Dunque il miracolo dell’arte si continua a ripetere come un instancabile replay della storia”.