In Italia, oggi, i quasi 60 milioni di abitanti possiedono 112 milioni di schermi (42 milioni sono televisori a cui vanno aggiunti 70 milioni di desktop, laptop, tablet e smartphone). 

Nel 2024 si prevede che il 75% del traffico internet sarà composto da video. “La Televisione” non si sta estinguendo. Sta cambiando completamente il modo di fruizione.

Auditel si adegua e nasce il Total Digital Audience, nuovo sistema di rilevazione degli ascolti TV sui device digitali (SmartTv, Smartphone,Tablet, PC e Game Console).

“I dati relativi ai device digitali rilevati con il sistema censuario non sostituiscono né si sommano ma semplicemente si affiancano ai dati tradizionalmente raccolti con il sistema campionario: alla base di entrambi c’è il Super Panel Auditel.” ha dichiarato Andrea Imperiali, presidente di Auditel. “Da gennaio 2020 parleremo di ‘Total audience della TV’ ovvero l’integrazione degli ascolti della TV tradizionale con quelli dei device digitali, attraverso metriche univoche e omogenee, che verranno rese disponibili sia con standard digitali sia con i tradizionali standard televisivi”.

Con il tradizionale sistema campionario, Auditel rileva gli ascolti di 191 editori. Con il nuovo sistema censuario rileverà, per ora, gli ascolti di 6 editori che, però, rappresentano l’86,5% del totale ascolto televisivo: sono DeAgostini, Discovery, La 7, Mediaset, RAI e Sky. La rilevazione è su tutti i device abilitati alla visione via protocollo IP (Tablet, Smartphone, Smart TV, PC, Set-TopBox, Mini-Set-Top-Box, Game Console, etc.).

Per misurare gli ascolti sui device digitali Auditel utilizza quattro nuove metriche: 

  1. AMR-D (Average Minute Rating-Device). Ascolto nel minuto medio dei device. Di fatto è identico all’AMR della TV tradizionale, ma, invece di misurare gli spettatori nel minuto medio, allo stato quantifica i device nel minuto medio (dietro cui vi è almeno una o più persone in visione); 
  2. LS (Legitimate Stream): misura il volume di stream erogati e visti di un contenuto per almeno 300 millisecondi (soglia tecnica per avere certezza dell’efettivo avvio dello stream) da ciascun device. Si calcola sia per la visione del contenuto lineare (live) che per la visione di quello on-demand (VOD); 
  3. TTS (Total Time Spent): è calcolato sommando tutti i secondi in cui ciascun device ha visualizzato contenuti editoriali e pubblicitari di un singolo canale; 
  4. ASD (Average Stream Duration): calcola la durata media di uno stream.

“A coloro a cui piace la logica di «vincitori e vinti» la principale avvertenza è che la lettura di questi dati è più articolata. La AMR-D è la metrica più vicina a quella della TV tradizionale, cui, allo stato è affiancabile ma non sommabile, perché basata sui device e non sugli individui. Altra avvertenza: il WEB non è la TV. Non esiste un totale internet. Non è possibile calcolare la share come siete abituati a fare” ha concluso Imperiali.